Migrazioni

Il cielo sopra il Borgo in questo periodo dell’anno si riempe di stormi di uccelli migratori, si resta incantati ad osservare la magia della loro danza, eppure nulla è lasciato al caso, ognuno di loro risponde ad un istinto che li guida verso la vita.
La stessa coreografia sembra di vedere a volte nel nostro parco, i bambini che si organizzano autonomamente in un gioco simbolico che coinvolge un grande gruppo non lasciano niente al caso. Mettono in campo competenze e sviluppano abilità sociali, relazionali, emotive e cognitive.
Quando un gruppo così numeroso ed eterogeneo riesce a gestire un gioco senza la guida di un adulo, mostra la capacità di cooperare, entrare in empatia e seguire regole comuni di ogni suo componente.
Non c’è nessuno che dice ai bambin* come si fa, seguono semplicemente il loro maestro interiore.
L’educazione all’aria aperta crea senza dubbio il contesto migliore affinché tutto ciò si realizzi in maniera spontanea, in un ambiente con grandi spazi non strutturati e a stretto contatto con la natura, i bambin* hanno la possibilità di esprimere liberamente la loro creatività.
L’educatrice che si prende cura del gruppo ha il ruolo, non scontato, di osservare silenzioso, sa riconoscere ciò che vede, è consapevole di quanto sia preziosa questa esperienza e sa mettersi in ascolto, senza fare niente, semplicemente godere di tanta armonia.

Maestra Serena

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