Camomilla, tarassaco, malva, ortica. Nomi che forse ricordi dalla voce di una nonna, da un campo estivo, da un pomeriggio in campagna. Eppure queste piante non stanno lontane da noi: crescono nei parchi, lungo i sentieri, tra i bordi delle aiuole. Crescono anche qui, al Borgo.
Nei parchi del Borgo dai Mille Colori — Borgo Parco e Borgo Villa — vivono spontaneamente diverse piante officinali che i bambini, con i loro tempi, imparano a conoscere, riconoscere e rispettare. Non come curiosità botanica fine a se stessa, ma come primo passo verso una relazione vera con la natura: quella che si costruisce guardandola da vicino, toccandola con mano, chiedendosi “ma cos’è questa?”.
In questo articolo raccontiamo quali piante abitano i nostri spazi verdi, come riconoscerle e cosa hanno da offrire, ai grandi e ai piccoli.
Le protagoniste dei parchi del Borgo
Camomilla (Matricaria chamomilla)

La camomilla si riconosce facilmente: piccoli fiori bianchi con un cuore giallo convesso, che emettono un profumo dolce e inconfondibile appena li si sfiora. Le foglie sono sottili, quasi filamentose, e la pianta raggiunge al massimo i 50 centimetri di altezza. Cresce nei terreni incolti e soleggiati e fiorisce dalla primavera all’inizio dell’estate.
È forse la pianta officinale più conosciuta in Italia. I suoi fiori essiccati sono la base della tisana serale per eccellenza: calmante, digestiva, leggermente antispastica. Viene usata anche in cosmesi per le sue proprietà emollienti e lenitiva sulla pelle irritata.
Tarassaco (Taraxacum officinale)

Il tarassaco è quello che tutti chiamano “soffione”: fiori gialli luminosi che si trasformano in sfere di semi bianchi, pronti a volare via al primo alito di vento. Le foglie, disposte a rosetta sul terreno, hanno bordi dentellati irregolari — da qui il nome popolare “Dente di leone“. Cresce ovunque, dalla primavera all’autunno.
Il suo nome scientifico deriva dal greco e significa letteralmente “io guarisco“. È una delle piante officinali più studiate: foglie e radici sono tradizionalmente usate come depurativi naturali e per sostenere la funzione digestiva. Le foglie giovani si mangiano anche in insalata, con un sapore leggermente amaro e ricche di vitamina K.
Calendula (Calendula officinalis)

La calendula è impossibile da non notare: fiori arancioni o giallo-arancio intenso, grandi e vivaci, che sbocciano quasi tutto l’anno — anche in pieno inverno nelle giornate miti. Le foglie sono allungate, leggermente appiccicose al tatto. Una pianta allegra, che porta colore anche nei mesi grigi.
È molto utilizzata in erboristeria e cosmesi per le sue proprietà lenitive e rigeneranti sulla pelle. Creme, unguenti e oli alla calendula sono rimedi tradizionali per piccole irritazioni cutanee, arrossamenti e screpolature. Un classico della farmacia domestica di ogni famiglia.
Mentuccia (Mentha pulegium)

La mentuccia è la menta selvatica del centro Italia: più piccola e delicata della menta da giardino, con foglioline ovali e un profumo fresco e intenso che si sprigiona appena la si tocca. I fiori sono lilla chiaro, riuniti in piccoli anelli attorno al fusto. La trovi nei terreni umidi, vicino ai bordi erbosi.
In cucina è un’erba aromatica molto usata nella tradizione laziale — pensiamo alle ricette romane con i carciofi o con la trippa. Ha anche proprietà digestive e carminative (riduce gonfiore intestinale), ed è usata in infuso per favorire la digestione dopo i pasti.
Malva (Malva sylvestris)

La malva è una pianta umile e generosa. Le foglie sono rotonde e lobate, morbide al tatto; i fiori sono piccoli, rosa-violacei, con venature più scure che li rendono eleganti nella loro semplicità. Cresce lungo i bordi dei sentieri e nei prati, spesso quasi inosservata.
Eppure è una delle piante più usate nella tradizione erboristica italiana. Fiori e foglie in infuso hanno proprietà emollienti e lenitiva sulle mucose, e vengono tradizionalmente impiegati per calmare la tosse, i mal di gola e i disturbi digestivi lievi. Un rimedio della nonna che la scienza moderna ha confermato.
Papavero (Papaver rhoeas)

Il papavero dei campi è uno dei fiori più iconici della campagna italiana: petali rosso vivo, quasi trasparenti, che cadono dopo pochi giorni ma lasciano un segno indelebile. Le foglie sono lobate e leggermente pelose; i boccioli, prima di aprirsi, sono penduli e ricoperti di peletti. Fiorisce in primavera, spesso a macchie intere nei prati.
A differenza dell’oppio (che appartiene a una specie diversa), il papavero dei campi ha proprietà molto più blande: i petali essiccati vengono usati in infuso come leggero calmante e per favorire il sonno. Nella tradizione popolare era anche aggiunto ai bagni dei bambini piccoli per calmare l’agitazione serale.
Ortica (Urtica dioica)

L’ortica è la pianta con la peggiore reputazione e la più ingiusta. E’ vero: brucia al contatto grazie ai suoi microscopici peli urticanti; ma cotta o essiccata perde completamente questa caratteristica e diventa uno degli alimenti selvatici più nutrienti che esistano: ricca di ferro, calcio, vitamina C e clorofilla. Le foglie sono ovali, dentate, di un verde intenso.
In cucina entra in risotti, minestre, ripieni per pasta fresca. In erboristeria è nota per le sue proprietà depurative e rimineralizzanti. E a scuola, per i bambini, è spesso la prima grande sorpresa: quella pianta “cattiva” che in realtà è preziosa.
Piantagine (Plantago major o Plantago lanceolata)

La piantagine è una pianta discreta, che si nasconde bene in mezzo all’erba. Le foglie sono grandi e ovate (nella specie major) o strette e lanceolate (nella lanceolata), con nervature ben visibili che le rendono riconoscibili. I fiori sono piccoli, riuniti in spighe sottili che si alzano sopra il fogliame.
Nella tradizione erboristica è apprezzata per le proprietà lenitiva sulle vie respiratorie: le foglie in infuso vengono usate per calmare la tosse e i catarri. Applicata fresca sulle piccole ferite o punture di insetti, ha anche un effetto calmante immediato — un rimedio che molti ricordano dai pomeriggi estivi in campagna.
Portulaca (Portulaca oleracea)

La portulaca è una pianta bassa e succulenta, con fusti rossastri e foglie spesse, carnose, di forma ovale. Ama il caldo e il sole pieno, e si trova spesso tra le crepe dei marciapiedi o nei terreni asciutti. Piccoli fiori gialli sbocciano nelle ore centrali della giornata.
È una delle erbe spontanee commestibili più nutritive: contiene acidi grassi omega-3 in quantità sorprendente per una pianta terrestre. Nella cucina mediterranea tradizionale veniva consumata cruda in insalata o cotta come verdura. Oggi viene riscoperta dalla cucina di ricerca come ingrediente prezioso e sostenibile.
L’erbario della Primaria: imparare la natura con le mani

I bambini della Scuola Primaria del Borgo non imparano le piante sui libri, le imparano nei parchi, perché l’emozione influisce sempre sull’apprendimento.
Durante l’anno scolastico, le maestre accompagnano i bambini in uscite di osservazione a Borgo Parco e Borgo Villa. I bambini raccolgono foglie, fiori e rametti, li essiccano e li montano su carta, costruendo il loro Erbario personale: un documento vivo delle piante che abitano il loro spazio quotidiano.
Alcune di queste piante, come la camomilla, la calendula, la mentuccia e la malva, diventano anche l’occasione per parlare di come l’uomo ha imparato a usare la natura nel corso dei secoli. Non per trasformare i bambini in erboristi, ma per far loro capire che le piante non sono sfondi: sono protagoniste.
È un’attività che unisce scienze, geografia, storia e senso estetico in un’unica esperienza concreta. E che lascia ai bambini qualcosa di tangibile: un libro fatto da loro, con le piante che hanno visto, toccato, annusato.
Il Borgo e la natura: un rapporto che si coltiva ogni giorno
Al Borgo dai Mille Colori, la natura non è una cornice decorativa: è un ambiente di apprendimento vero e proprio.
I nostri parchi sono spazi progettati per essere vissuti, esplorati, abitati dai bambini in ogni stagione. Crediamo che il contatto diretto con il mondo naturale sviluppi nei bambini capacità che nessun manuale può sostituire: l’osservazione attenta, la curiosità, il rispetto per ciò che vive.
L’Erbario della Primaria nasce da questa visione, ed è coerente con il nostro Progetto Educativo: un percorso che parte dal corpo, dai sensi, dall’esperienza diretta. Le maestre guidano i bambini a guardare davvero, a fermarsi, a fare domande, a scoprire che il prato sotto i loro piedi è molto più complesso e interessante di quanto sembri.
Se vuoi scoprire come si svolge la vita quotidiana alla nostra Scuola Primaria, o come i più piccoli della Sezione Infanzia vivono gli spazi all’aperto del Borgo, siamo felici di mostrartelo di persona.
La natura aspetta e i bambini anche.




